Il Manifesto del Rifugio del Possibile

di Alessandra Giordano ed Erika Rosa

Premessa

Il “Rifugio del Possibile” è nel contempo un luogo metaforico, un progetto, e un luogo fisico.

Si trova a Baraggia di Suno presso Casa Bellotta. Porta, nel suo nome, i fondamenti del nostro pensiero riguardo a due necessità che consideriamo primarie. Trovare riparo – dalla cattiveria, dalle brutture, dai pregiudizi, dall’aggressività, dal male tutto e dunque dalla paura che ne deriva – in un luogo che vogliamo sicuro e gentile, dove poter tornare a noi stessi e stare insieme agli altri con tranquillità. E quindi, partendo da un posto riparato e protetto, aprirsi alle infinite possibilità dell’esistenza, con fiducia e coraggio. Riconoscere il desiderio e creare lo spazio perché le cose avvengano.

Protezione, riparo, ristoro.
Apertura, possibilità, cammino.

1

Crediamo nell’importanza del riavvicinamento alla Natura e del rapporto con gli altri animali, con i vegetali, con i minerali e con i 4 elementi. Riteniamo che tutti gli animali, umani e non, abbiano lo stesso identico diritto di abitare il pianeta, e lo stesso diritto al rispetto, alla dignità e a una vita che possa tendere il più possibile al benessere e alla felicità. Gli umani devono assumere, nel rapportarsi con gli altri animali e con la Natura tutta, la responsabilità che viene loro dall’aver raggiunto un così alto grado di sviluppo delle capacità cognitive.

2

Promuoviamo l’importanza dell’attività del camminare, come prima tra le forme di movimento essenziali al benessere psicofisico, alla costruzione del pensiero e alla creatività.

3

Siamo consapevoli della difficoltà di riuscire sempre ad essere ciò che desideriamo essere. L’errore è pronto a coglierci. Tuttavia crediamo nella possibilità di impegnarsi con onestà a seguire la via che riteniamo più giusta. Non intendiamo insegnare, ma proporre. Desideriamo condividere l’idea di un cammino che nel tempo abbiamo disegnato per noi, sperimentato, e che cerchiamo di percorrere ogni giorno. Cadendo, rialzandoci, riprovando.

4

Riconosciamo l’importanza della ricerca spirituale.

5

Crediamo nella forza dirompente della gentilezza, nella pacificante genuinità. Non ci interessa il sorriso falso, fuggiamo e condanniamo il sopruso.

6

Apprezziamo ogni sforzo verso la comunicazione non conflittuale. Amiamo la capacità di ascoltare. Ci interessano il dubbio e il “forse”; appoggiamo la totale libertà di pensiero purché non si esprima con prevaricazione e violenza.

7

Riteniamo che le buone relazioni umane debbano tendere a costruire fiducia, a sollevare dall’oppressione, a dare ascolto e nutrimento.

8

Combattiamo l’abbandono e la solitudine se non cercata: il Rifugio del Possibile ha uno spazio aperto all’ingresso libero.

9

Crediamo nell’altissimo valore del gioco e della risata anche nell’età adulta.

10

Riteniamo giusto e produttivo aprire il dialogo con chiunque, senza prese di posizione indiscutibili. Con una sola eccezione che in questo momento storico sentiamo di dover esplicitare: ci dichiariamo con decisione antifasciste.

11

E dopo tutti questi pensieri e intenti così nobili diciamo ancora le parolacce? Sì, certo.

E ci arrabbiamo? Sì, capita. Eccome.

Infine

Questo manifesto è stato scritto a inizio 2026, con l’apertura delle attività. Potrà cambiare, e magari in parte contraddirsi. Perché i pensieri sono in movimento, e chissà.