Il Rifugio del Possibile è nel contempo un luogo metaforico, un progetto, e un luogo fisico.
Si trova a Baraggia di Suno, presso Casa Bellotta.
Porta nel suo nome due idee che per noi sono fondamentali: trovare riparo e, da quel luogo protetto, aprirsi alle infinite possibilità dell’esistenza, con fiducia e coraggio.
Protezione, riparo, ristoro.
Apertura, possibilità, cammino.

Perché esiste il Rifugio
A volte abbiamo bisogno di un luogo in cui sentirci al riparo: dalla cattiveria, dalle brutture, dai pregiudizi, dall’aggressività e dalla paura che ne deriva.
Un luogo sicuro e gentile, dove poter tornare a noi stessi e stare insieme agli altri con tranquillità.
E proprio da un luogo così protetto può nascere il coraggio di aprirsi, di riconoscere un desiderio e di creare lo spazio perché le cose possano avvenire.
Un luogo sempre aperto
Il Rifugio del Possibile vuole essere anche uno spazio aperto all’incontro, alla relazione e alla condivisione.
Un luogo in cui poter entrare, fermarsi, ascoltare e incontrare altre persone.
Perché crediamo che la solitudine non cercata e l’abbandono vadano combattuti, e che le buone relazioni possano costruire fiducia, dare ascolto e nutrimento.
L’accesso è libero. Entra e godi degli spazi comuni.
Incontra gli animali. Rilassati o medita nella yurta. Siedi sul prato o ai tavoli. Scendi in taverna per leggere un libro, farti una tisana, giocare o chiacchierare con gli amici del Rifugio.
Chi lo desidera può lasciare un piccolo contributo oppure proporre un baratto.

La casa, la natura, gli altri animali
Il Rifugio vive dentro un luogo reale: Casa Bellotta, con i suoi spazi, il giardino, il bosco e gli angoli in cui fermarsi, la yurta e la taverna.
Ci sono anche gli asini e le capre. Anche loro fanno parte del Rifugio.
Ci si può fermare a guardarli, osservarli nel loro modo di stare e lasciarsi accompagnare dalla loro presenza.
Crediamo nel riavvicinamento alla Natura e nel rapporto con gli altri animali, con i vegetali, con i minerali e con i quattro elementi.
Un cammino in movimento
Il Rifugio non nasce da risposte definitive.
È un pensiero in cammino: un luogo in cui cercare, sperimentare, cambiare e ricominciare.
Quello che oggi pensiamo e proponiamo potrà cambiare nel tempo.
Perché anche i pensieri sono in movimento.
E chissà.

